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CONSEGNE

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IMMACOLATA – II^ di Avvento -2019

Gli sconti ci attraggono, le cose facili ancora di più. Prevale spesso la logica della convenienza. Quando questa mentalità entra nel cuore dei cristiani e della Chiesa siamo di fronte ad una pericolosa emorragia. “Poi udirono il rumore dei passi del Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno, e l'uomo, con sua moglie, si nascose dalla presenza del Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l'uomo e gli disse: «Dove sei?». Rispose: «Ho udito la tua voce nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto». Riprese: «Chi ti ha fatto sapere che sei nudo? Hai forse mangiato dell'albero di cui ti avevo comandato di non mangiare?» (Gen 3,8-11).

COME MAI?

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Cristo Re - XXXIV^  domenica T.O. anno C – 2019

“Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l'artefice. Ma o il fuoco o il vento o l'aria veloce, la volta stellata o l'acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo. Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s'ingannano cercando Dio e volendolo trovare. Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall'apparenza perché le cose viste sono belle. Neppure costoro però sono scusabili, perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?” (Sap 13,1-9).

CRISI

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XXXII^ domenica T.O. anno C – 2019

“Dio muore nella cristianità!” affermava con dolore Joseph Ratzinger ancora nel 1970. Al cuore della crisi della Chiesa, è la fede stessa, che sembra essere diventata una realtà ingombrante agli occhi degli stessi cristiani. “In questo processo – scrive papa Francesco -  la fede ha finito per essere associata al buio”. Fede dunque non più via di speranza, di coraggio, di vita, ma come ostacolo, motivo di scandalo, qualcosa che limita. Terribile!

SEPARATI

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Domenica  XXX^  T.O. anno C – 2019

Con le parole possiamo anche giocare, ma prima di tutto vogliamo comunicare. La grande fatica del loro utilizzo, sta nel fatto che le nostre menti le associano in maniera diversa. “Fariseo”, termine usato spesso nella Sacra Scrittura, vuol dire “separato”. Era il modo per indicare l’impegno di fedeltà alla legge e alla prassi religiosa di alcuni ebrei, per distinguersi da coloro che nulla facevano per diventare santi. La parola “Santo”, significa “separato”… caspita! Separati da coloro che sono chiusi a Dio, cioè da coloro che nel mondo si oppongono alla salvezza proposta da Dio e rivelata da suo figlio Gesù Cristo.

USCIRE

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XXVIII^ domenica T.O. anno C – 2019

Quando si sta male si cerca una soluzione, una via d’uscita che offra speranza, una guarigione. E’ un tempo da non sprecare e su cui vigilare. Quando si sta bene, si cerca di prolungare questo momento, con il rischio di trattenere questa gioia, bloccando quel dinamismo che l’ha provocata. Comunque sia, la vita ci suggerisce sempre una cosa: il cambiamento, un’uscita, un andare verso.

XXIII^ domenica T.O. anno C - 2019

Ogni cosa bella costa. Richiede tempo, cura, attenzione, fatica. Ogni cosa bella può essere scelta, ma sappiamo che ogni scelta diventa anche una rinuncia. Ci sono rinunce che ci fanno stare male e rinunce che, pur costando fanno stare bene. E sono quelle compiute nella libertà. Senza libertà non c’è vera scelta e tutto si riveste di frustrazione per orientare all’inedia.

186  –  XIX^ domenica T.O. anno C - 2019

Portiamo “pazienza”, ma in verità è molto di più. Quando le relazioni e le scelte fatte rivelano il loro volto imprevisto e faticoso, ci appelliamo a risorse diverse dalla ragione e dalla logica umana. Accade in famiglia, con gli amici e anche con Dio. Cerchiamo amore e senso nella nostra vita, ma lo scegliamo solamente quando sappiamo accogliere chi è diverso da noi, nelle profonde e radicate differenze di atteggiamenti e modi di pensare. Non è pazienza, ma fede!

185_XVI^ domenica T.O. anno C - 2019

“Noi siamo stranieri davanti a te e pellegrini come tutti i nostri padri. Come un’ombra sono i nostri giorni sulla terra” (1Cronache 29,15). In queste parole del re Davide si coglie la lezione che il popolo di Israele ha assimilato dall’esperienza del deserto: è vissuto in tende per quarant’anni, senza fissa dimora, ha chiesto ospitalità ad altri popoli e spesso gli è stata rifiutata, così ha imparato ad apprezzare l’accoglienza.

XIII^ domenica T.O. anno C – 2019

Negli ultimi secoli sembra che il cristianesimo sia stato ridotto a “dottrina” e a “morale”, in altre parole a buoni principi e a tutti i criteri per osservarli, pena la condanna e la schiavitù. Se in parte è vero che il cristiano riceve dal vangelo, degli insegnamenti e una disciplina di vita, san Paolo ricorda anche: “Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù..Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amore siate invece a servizio gli uni degli altri”(Gal 5,1.13). La libertà conosce la dottrina, si fa umile e obbediente alla “Parola”, ma ci viene donata prima di tutto per amare. Chi? “Il cristianesimo è Cristo” (cfr. Romano Guardini), la sua persona, che incontriamo nella carità a favore degli uomini. E’ il momento cruciale della nostra vita, quando liberati da questo incontro-esperienza, facciamo della nostra vita un servizio all’uomo.