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Pentecoste 2016

E’ facile ascoltando il mondo politico, sentire dichiarare la propria opposizione, la manifestazione di un disaccordo su una strategia o una scelta fatta da altri che hanno fondamenti ideologici diversi. E’ curioso, politicamente parlando, che il perdente sia sempre chiamato come colui che è all’opposizione. Anche Gesù si è opposto alla mentalità del mondo, alle sue politiche, alle sue gerarchie, alle sue priorità. E’ stato considerato un perdente, forse per questo era all’opposizione. Chi si oppone a volte vuole rivelare un’opportunità, il desiderio di verità, di istruire, migliorare e completare la visione della vita o la soluzione di un problema. Chi si oppone desidera anche denunciare irregolarità, smascherare la menzogna trasformata in verità. Chi si oppone vuole difendere la libertà e i valori acquisiti senza scendere a compromessi.

VI domenica di Pasqua 2016

Per crescere è necessario che qualcuno ci istruisca, ci aiuti a comprendere ciò che incontriamo, ci aiuti ad accogliere ciò che ignoriamo, a studiare ciò che non capiamo. Ogni insegnante si fa strumento e portavoce di molte informazioni già esistenti o ancora da svelare. Serve tempo e pazienza per imparare, ma ne serve molto di più per coinvolgere e tradurre in modo utile l’informazione acquisita. Come porsi di fronte ad una sempre più dilagante “ignoranza religiosa”? Servono nuovi insegnanti, nuovi insegnamenti o serve farsi istruire dal vero insegnante?

IV domenica di Pasqua 2016

A partire dal III secolo d.C. compare spesso nelle catacombe l’immagine di Cristo pastore con una pecora sulla spalla e attorniato dal gregge. E’ una scena che vuole raffigurare la fiducia e la serenità con cui il credente attraversa la valle oscura della morte, sorretto o guidato dal suo Signore.