5 ciottoli

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VI domenica  T.O. anno A - 2014

Ho “soffiato” a lungo nella mia vita, o forse potrei dire “sbuffato”. L’ho imparato fin da piccolo quando arrabbiato e deluso non accettavo le reazioni e le risposte dei miei genitori. Era un soffio di ribellione, un soffio di presunzione, un soffio per accorciare i tempi, per realizzare i miei desideri e avvicinarmi alle mie richieste. Ho soffiato a lungo perché volevo tutto e subito, rivendicavo spazio e libertà.

IV^ domenica di Pasqua – anno A – 2014

Ho un amico che dorme in piedi. Quando è stanco qualsiasi posizione è buona per riposare. Ovviamente si cerca sempre una comodo letto quando si vuole dormire. C'é chi lo acquista morbido, chi lo trova rigido come una tavola, chi su un “castello”, chi si appoggia per terra.

Anticamente i pastori d’Israele radunavano il loro gregge dentro l’ovile; armati di un bastone vegliavano a turno durante la notte, ma in verità si stendevano per terra davanti l’ingresso del recinto, che non aveva porta, e diventavano loro stessi “la porta”. La loro presenza era sufficiente per impedire a ladri e briganti di rubare le pecore del gregge.

Testi di riferimento: Siracide 27,30;28,1-9;30,21-25

Sir 28,1: Chi si vendica presso il Signore troverà vendetta e (il Signore) terrà custoditi i suoi peccati. La vendetta nasce dalla decisione di infliggere una punizione per il torto subito, è la scelta di reagire  all’ingiustizia percepita ricompensando il colpevole come merita.  La nostra mente, di fronte al torto, è sempre tentata dalla reazione violenta, forte della convinzione che sia giusto, legittimo e perfino utile al bene, punire l’altro per quello che ha fatto. Il tipo di punizione e la modalità vengono decise quasi sempre arbitrariamente, in base alla quantità e al grado di rabbia che si prova per ciò che è accaduto.